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abebe bikila, olimpiadi di roma 1960

ABEBE BIKILA E LA SUA EPICA MARATONA DI ROMA A PIEDI NUDI

Abebe Bikila  vince scalzo la maratona delle olimpiadi di Roma nel 1960.

La generazione dei romani nati degli anni 30-50 del secolo scorso sicuramente ricorderà le Olimpiadi di Roma del 1960. Con altrettanta certezza non ha dimenticato la maratona di quei giochi e l'evento che a distanza di più di 60 anni resta bene impresso nella memoria di tutti:  l'arrivo al traguardo a piedi nudi  dell'etiope Abebe Bikila.

 

ABEBE BIKILA: STORIA DI UN CAMPIONE E LA SUA CORSA SU ROMA

Abebe Bikila, classe 1932 era un soldato etiope entrato, poi, a far parte della guardia imperiale di Hailé Selassié, il Negus Negesti dell’Etiopia, tornato sul trono nel 1941, dopo la resa degli italiani. 

A mandare a Roma questo sconosciuto ventottenne fu il suo allenatore finlandese convinto che il  proprio pupillo potesse sbaragliare tutta l'illustre e quotatissima concorrenza alla gara podistica più iconica di sempre: la maratona.

Alla linea di partenza Bikila era l'unico a piedi scalzi e questo fu motivo di derisione da parte di alcuni atleti in gara oltre che di semplici curiosi. "Non hai neanche i soldi per comprarti le scarpe" gli urlavano.

Ma Bikila non rispondeva ad alcuna provocazione pensando solo alla sua corsa. In realtà le scarpe le aveva ma le usava solo in allenamento. A piedi nudi si sentiva più sicuro e i calli sotto la pianta  gli permettevano di correre come se avesse le scarpe. "Corro scalzo per sentire meglio cosa mi sussurra la strada" diceva. E quella strada lo stava conducendo ad una vittoria leggendaria.

 

LA VITTORIA DI ABEBE BIKILA A ROMA SIMBOLO DI UN AFRICA FINALMENTE LIBERA DAL COLONIALISMO.

taglio del traguardo di Abebe Bikila

Con un nuovo record del mondo di 2:15’16”, ben sette minuti in meno rispetto al precedente, la notte del 10 settembre del 1960 Bikila taglia il traguardo sotto il suggestivo Arco di Costantino dopo aver attraversato scalzo le più affascinanti vie della capitale. La medaglia d'oro, conquistata dall'atleta etiope alla maratona di Roma, era la prima in assoluto per il continente africano ai giochi olimpici.

A fine gara pochi scambi con i giornalisti con i quali aveva  qualche problema di comunicazione a causa dell'incomprensione linguistica. “Non sono stanco” le sue prime parole, e a chi gli chiedeva se avesse sofferto per la sua scelta di correre a piedi nudi rispondeva “provate a pungere i miei calli con uno spillo, non sento alcun dolore”. E in effetti i suoi piedi non avevano nessuna piaga, nessuna ferita, come se  l'atleta si fosse appena svegliato da un sonno ristoratore.

Bikila bissò il suo successo olimpico nel 1964 a Tokyo ma la sua vittoria all'edizione dei giochi del 1960 resta nella memoria di tutti come simbolo del riscatto del popolo africano. 

La vittoria di Bikila fu da esempio per tutto il suo continente che da  allora ha preso consapevolezza del proprio valore e della propria forza nel podismo di fondo, dettando legge in tutte le competizioni mondiali.